CATALOGO ASTA 90
ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA + DESIGN
05 DICEMBRE 2018

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Fabrizio Plessi

Cariatide Mediterranea

Anfora in terracotta, televisore, lettore VHS, cassetta VHS, struttura in ferro arrugginita
cm 220x60x60
Eseguita nel 2001

Esposizione: Plessi. Le stanze della luce, Galleria Traghetto, Venezia, 2001. Opera pubblicata sul catalogo della mostra alle pagine 14 e 15

Fotografia dell’opera autenticata dall’artista a Venezia il 10 maggio 2008

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“Per me il video è basico, io non ho mai considerato la televisione uno strumento informativo, narrativo, come in genere vienec onsiderata. Io considero la televisione esattamente una materia, una materia come il marmo, la pietra, il carbone, la paglia, una materia con la quale l’artista può con delle manipolazioni creare un proprio mondo. Oggi abbiamo la fortuna di usufruire di nuovi materiali, uno di questi è il video, e io lo uso come un materiale, perciò niente di descrittivo, aneddotico, narrativo. Mi chiedevano come mai il mio video non racconta mai delle cose, ma fermo un momento storico in cui è l’emozione a giocare il ruolo principale; se io riesco a catturare un emozione nello spettatore con delle cose che voglio dire ho veramente captato, con un materiale cangiante e tecnologico, un momento storico.
...qui a Venezia è pieno di canali, il canale è un canale su cui passano le barche, ma può essere inteso anche come un canale televisivo. L’acqua è un grande trasportatore di materiali ma la televisione è un grande trasportatore di idee. Per cui io credo che veramente Venezia inconsciamente mi abbia fatto avvicinare profondamente al video, proprio a questo elemento impalpabile, mobile, fluido, che è proprio lo schermo televisivo fatto da punti luminosi in cui è come una specie di acqua instabile nella nebbia. In fondo io vedo molte analogie proprio in questo senso, proprio dal punto di vista estetico. Potrei dire che lo schermo acceso è un elemento molto acquatico, instabile, fluido, e questa instabilità, questa fluidità ha giocato sempre un ruolo molto importante nel mio lavoro in cui tutto in fondo è un fiume elettronico, un fiume che si muove, atemporale, perché si muove sempre, come un loop, le mie immagini durano sempre al massimo cinque, sei, dieci secondi, non voglio raccontare mai niente, creo delle sensazioni come con un materiale. Il vento si muove, l’aria, il fuoco, sono tutti elementi che io utilizzo in una maniera molto discreta, naturale, non c’è mai questa aggressività, questa violenza di modificare l’aspetto estetico delle cose, cerco sempre di fare entrare arte e natura in un gioco ambiguo di rimandi che in fondo, dal Romanticismo in poi è stata una chiave di lettura dell’arte e della natura.”

Intervista a Fabrizio Plessi di Marco Monsurrò pubblicata sul sito www.parol.it il 2 aprile 1998

Stima

€ 14.000,00 - € 18.000,00

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